Come si sta muovendo il marketing e dove si sta andando?

Dove saremo fra 10 anni e come cambierà il mondo per gli imprenditori?

Bene per rispondere a queste piccole ma importantissime domande, dobbiamo analizzare bene la situazione in cui ci troviamo. Ecco se facciamo un po’ mente locale, viviamo in una società dove la principale attenzione di ogni singolo soggetto, volge verso un piccolo affare chiamato Smartphone.

Questi dispositivi che fino a 30 anni fa sarebbe parso irreale solamente immaginare che potessero esistere, hanno cambiato radicalmente non solo il mondo delle comunicazioni, ma specialmente il modo di fare marketing e pubblicità.

 

Se 30 anni fa’ la massima espressione di visibilità aziendale era investire in attività di volantinaggio e cartellonistica, oggi ciò che vince è chi crea emozioni sensoriali col proprio brand e riesce a comunicarle al meglio sui social media o in generale su ogni fonte di traffico presente sul web. Tutto questo esser bombardati da annunci ogni 2×3 non ha fatto altro che provocare un calo drastico della nostra attenzione.

 

Ma allora, se oggi il marketing ha fatto passi da gigante, come si evolverà domani?

 

Il “guru del management” Philip Kotler, acclamato come il maggior esperto al mondo in strategie di marketing, ne suo libro Marketing 4.0 afferma che:

La sfida del marketing del futuro sarà duplice, in primo luogo il compito dei brand, sarà quello di saper catturare nel minor tempo possibile l’attenzione del cliente poiché più si andrà avanti e più sarà difficile convincere un cliente a guardare uno spot di 30 secondi e si faticherà a coinvolgere un cliente con una proposta di 30 secondi. Quindi sarà sempre più difficile comunicare un messaggio per un brand.

Ergo i clienti considereranno degni di nota e d’esser ascoltati, solo i brand affermati che posseggono quel fattore detto “Wow”.

In secondo luogo un’azienda dovrà assicurarsi che, quando un cliente chiede un parere ad un altro cliente riguardo il brand aziendale, incontri qualcuno che sappia appoggiare le decisioni in favore del brand. Quindi un cliente che sia già fidelizzato.

 

Ora, cosa si può capire da questa riflessione?

 

Semplicemente che più andiamo avanti e più il nostro livello di attenzione calerà, e calerà anche a causa della marea di annunci a cui siamo sottoposti ogni giorno e che pian piano stanno mutando le nostre abitudini.

Ciò sta a significare che magari, ci potremo anche trovar davanti a prodotti o servizi davvero utili, ma essendo quasi storditi dalla miriade di offerte e chiamate ogni giorno, da non avere l’attenzione né la voglia di dedicare del tempo per leggere o ascoltare la proposta di valore in questione.

Questa sostanzialmente è la situazione che descrive Kotler e a cui un imprenditore dovrà far fronte, soprattutto considerando che in futuro, sarà sempre peggio.

A questo punto, la domanda giusta da farsi è:

come si può combattere questo calo progressivo di attenzione?

Probabilmente, non ci sarà una risposta univoca, ma crediamo che uno dei modi migliori per far sì che chi sta dall’ altra parte ci possa dedicare qualche secondo in più, è dare del valore aggiunto alla nostra proposta.

 

Ciò non vuol dire, mettere offerte su offerte fino a che non si diventa dei completi deficiente, bensì avere una strategia informativa che porti il potenziale cliente ad essere consapevole che ciò che acquisterà avrà un gran valore nella sua vita per risolvere il suo problema.

Tutto ciò come lo si comunica?

Non basta sicuramente elencare le proprietà benefiche di un alimento o spiegare le caratteristiche del nuovo motore Bmw.

Serve informazione costante e di valore, accompagnata possibilmente da delle testimonianze reali di clienti che sono riusciti davvero a risolvere un problema. Quindi per concludere parti proprio da questo:

come posso catturare l’attenzione del cliente nel minor tempo possibile?

Come posso dargli del valore in più?

Inizia da questo ma fallo ora, magari domani sarà molto più difficile.

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