Perché il posto fisso, il curriculum vitae, gli straordinari e tutti i mezzi tipici dell’economia e del lavoro tradizionale sono ormai quasi in declino?

La risposta a questa domanda prende prende lo strano nome di Gig Economy, la cui traduzione vuole che significhi: lavoro temporaneo.

Ma vediamo più nello specifico come l’avvento di questo nuovo sistema economico sta radicalmente cambiando il mondo del lavoro.

Fin da quando ne ho memoria, nelle menti della maggior parte di noi, sinonimo di “lavorare per un’azienda” erano: la stabilità economica, il “posto fisso”, il contratto a tempo indeterminato e ovviamente come dimenticare le tanto discusse tredicesima e quattordicesima.

Bene, adesso prendete un cancelletto e eliminate dalla mente questi concetti, nella Gig economy son considerati obsoleti.

La Gig economy nasce dal concetto di lavoro occasionale, senza alcun vincolo continuativo, con l’avvento di questo nuove sistema economico, sempre meno persone ti diranno: “Lavora 10 ore al giorno!” oppure “Hai fatto tardi a lavoro!!”.

Molti lavorano da casa in pigiama mentre sorseggiano una buona tazza di caffè bollente, tutto normale. Il pagamento andrà alla prestazione fornita non al tempo o metodologie d’esecuzione. In questo sistema i lavoratori possono essere studenti, laureati, freelancer, e perfino ragazzini quindicenni, non ci sono vincoli di età ma l’unica richiesta inequivocabile è: Saper fare qualcosa che altri non sanno fare.

Pensiamoci un attimo, non è molto raro oggi vedere ragazzini di 15/16 anni realizzare video aziendali fenomenali, oppure realizzare siti web meticolosissimi.

 

Fin qui nulla di nuovo, concetti che in realtà sono sempre esistiti, ma che con l’avvento di piattaforme digitali sempre più avanzate, hanno accelerato l’evolversi di questo nuovo concetto di lavoro ed hanno unito la domanda e l’offerta con una velocità incredibile.

Ad oggi quindi, anche molte aziende hanno aggiornato del tutto i loro canoni; quarant’ anni fa un laureato era una garanzia in un’azienda, sinonimo di esclusiva e professionalità.

Non che tutto questo non sia più vero, non fraintendetemi, ma ad oggi, molte volte, laurea non è sinonimo di innovazione e sicurezza! Toglietevelo dalla testa!

Mettetevi per un attimo nella mente di un titolare d’azienda: perché dovreste assumere un ragazzo fresco fresco di università senza esperienza né conoscenza del mondo del lavoro, al quale magari in un mondo che cambia con la velocità di un semplice click, sono stati insegnati concetti obsoleti (fidatevi in Italia accade sempre così, parlo per mia esperienza) quando potete andare su siti come fiverr /etsy/upwork dove ci sono migliaia di persone disposte a rendervi la stessa prestazione che potrebbe fornirvi lui, ma ad un prezzo del tutto low cost e soprattutto senza impegni contrattuali a lungo periodo, malattie, tredicesime, maternità e quant’ altro? Cosa fareste?

Per quanto possa sembrare strano, è vero che “Carta canta” ma conta soprattutto ciò che sappiamo fare.

Domanda e offerta vengono gestite molto meglio online, in maniera rapida e veloce ed inoltre molti lavori possono essere svolti sia dall’ altra parte del mondo mentre stiamo viaggiando, sia mentre siamo a casa o mentre abbiamo un break tra una lezione universitaria e l’altra. Persino grandi colossi del web hanno implementato, in altri stati del mondo, sezioni dedicate al lavoro:

Facebook ad esempio ha lanciato negli USA e in Canada “Facebook Jobs” opzione che consente a tutti gli utilizzatori dei social di creare annunci di lavoro e candidarsi per un lavoro attraverso un semplice click su “Apply now”

Non solo Social ma anche Amazon ha creato una sezione in fase di sperimentazione, dedicata al lavoro da casa “Amazon Mechanical Turk”.

Instagram invece, social ormai sulla cresta dell’onda, sta dando grosse opportunità ad una miriade di persone.

Anni fa sarebbe parso impensabile riuscire a monetizzare grazie alla condivisione di foto, video o articoli, ad oggi non si sogna più…è tutto realtà!

Lo confermano gli ormai più che affermati Influencer internazionali e non, che hanno costruito una vera e propria fortuna grazie alla loro immagine e alle decine di migliaia di schiere di followers pronti a seguire ogni loro consiglio o parere.

Insomma un modello economico che pian piano sta mutando quelli che erano i nostri classici schemi lavorativi e oserei dire di più, gli sta completamente aggiornando. Tutto questo può insegnarci qualcosa direi.

Ormai l’essere arretrati è sinonimo d’esser obsoleti, ad oggi le aziende comprano l’intelligenza umana, quindi l’innovazione, e incentivano anche con grosse somme chi è disposto a vendere, non più il semplice lavoro manuale, ma un’idea (si pensi agli acceleratori di start up).

Per questo ogni giorno siamo abituati a vedere storiche aziende con migliaia di dipendenti chiudere i battenti ed invece altre piccole realtà, diventare colossi di mercato e sbaragliare concorrenza fino cambiare del tutto le nostre abitudini quotidiane (si pensi alla ormai multinazionale americana Uber)

Questo signori e signori molti lo chiamano crisi, altri innovazione, altri progresso ed altri ancora disfacimento a noi piace definirlo solo in un modo: futuro.

E tu, cosa ne pensi?

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